Ecco una rara postfazione stampata di *The Massachusetts Spy, or Thomas Thomas’s Boston Journal*, pubblicata a Boston il 5 maggio 1774. Fondato da Isaiah Thomas e Zechariah Fowle nel 1770, il *Massachusetts Spy* fu uno dei giornali più influenti della Rivoluzione americana, fungendo da principale veicolo per la diffusione delle idee dei patrioti e delle informazioni politiche in tutte le colonie. Questo numero del 5 maggio, pubblicato a meno di cinque mesi dal Boston Tea Party e a poche settimane dall’approvazione da parte del Parlamento degli Intolerable Acts, offre una testimonianza straordinaria di come le notizie da Londra venissero raccolte, diffuse e interpretate nell’America coloniale. Il volume presenta una raccolta di relazioni britanniche, atti parlamentari, dichiarazioni reali e commenti britannici relativi ai disordini coloniali nel Massachusetts, con particolare attenzione al Boston Tea Party. Per i lettori del Massachusetts, questi resoconti fornivano informazioni fondamentali su come le loro azioni venissero discusse a Londra e su quali misure il Parlamento e la Corona stessero valutando in risposta.
Il Postscript si apre con il titolo accattivante “Notizie interessanti”, annunciando l’arrivo della “Nave Minerva, comandata dal capitano Callahan, arrivato qui domenica scorsa dopo un viaggio di 6 settimane da Londra, ci ha portato i giornali fino al 15 marzo, dai quali abbiamo tratto le seguenti NOTIZIE INTERESSANTI.” All’epoca, i giornali coloniali ripubblicavano spesso articoli tratti dai quotidiani londinesi e dai rapporti ufficiali del governo per tenere informati i lettori americani sugli sviluppi politici in corso in Gran Bretagna. Questo numero è un esempio lampante di questa pratica, poiché gli articoli qui contenuti rivelano la crescente determinazione britannica a reprimere la resistenza in America.
Un dispaccio del 5 marzo riferisce che la Gran Bretagna stava «preparando diverse navi da guerra per prendere il mare» e che «alcuni dicono che sia per placare lo spirito ribelle degli americani». Un rapporto successivo, del 10 marzo, dichiarava che «si è deciso di adottare le misure più severe nei confronti delle colonie turbolente e ribelli», compreso l’invio di «quattro reggimenti di fanteria» a Boston e di «sei navi da guerra» per bloccare il porto. L'articolo sottolinea inoltre la voce diffusa secondo cui Boston avrebbe perso il proprio statuto e sarebbe stata trasformata in «un governo del re».
In un brano datato 11 marzo, un autore britannico offre una risposta più minacciosa alla resistenza coloniale: «Se le misure energiche di cui si parla al momento dovessero essere messe in atto nei confronti degli americani, il prossimo carico di una certa merce potrebbe chiamarsi “tè alla polvere da sparo”, e loro dovranno berlo con un pizzico di spirito britannico». Questo commento illustra come lo scontro sia sempre più inevitabile, dal punto di vista dei sudditi britannici.
Altri studi affrontano la questione, sempre più controversa, della rappresentanza e della governance coloniale. Un articolo sostiene che gli americani non abbiano «alcun motivo di lamentarsi della mancanza di rappresentanza al Senato», affermando che i membri del Parlamento fossero «più zelanti nel difendere gli interessi dell’America che quelli della Gran Bretagna». Eppure lo stesso rapporto riconosce quanto fosse forte la preoccupazione delle autorità, sottolineando che i consigli ministeriali si riunivano ogni sera, «assistiti nelle loro deliberazioni dai legali della Corona, esperti in questioni americane». La gravità della crisi è sottolineata da un avvertimento del 12 marzo in cui si afferma che «forse, dalla Rivoluzione in poi, non c’è mai stata una crisi così importante per la costituzione di questo Paese come l’attuale situazione degli affari americani», e che si conclude con la drammatica dichiarazione secondo cui «nientemeno che il DESTINO DI UN GRANDE IMPERO dipende da questa decisione».»
Questo numero è altrettanto importante perché contiene il messaggio ufficiale di re Giorgio III alla Camera dei Comuni, riguardante la distruzione del tè nel porto di Boston. Il re definisce l’evento «violento e scandaloso» ed esorta il Parlamento a «non solo consentire a Sua Maestà di adottare efficacemente le misure più idonee a porre immediatamente fine ai disordini attuali, ma anche di valutare con la massima serietà quali ulteriori regolamenti e disposizioni permanenti possa essere necessario stabilire, per garantire meglio l’applicazione delle leggi e la giusta dipendenza delle Colonie dalla Corona e dal Parlamento della Gran Bretagna». Ripubblicando questa dichiarazione reale su un giornale di Boston, gli editori del *Massachusetts Spy* hanno permesso ai lettori delle colonie di conoscere direttamente il testo e le intenzioni del governo britannico, in un momento cruciale per i rapporti tra le due parti.
Inoltre, la terza colonna riporta i resoconti dei lavori alla Camera dei Comuni e le testimonianze relative alla stessa Boston Tea Party. Ci sono i resoconti dei governatori coloniali, le discussioni su dove fossero finite le altre spedizioni di tè inviate alle altre colonie americane e i dettagli della reazione del governatore Thomas Hutchinson alla crisi. Particolarmente degna di nota è la testimonianza oculare attribuita al “signor Rotch, il proprietario del Capt. "La nave di A. Hall", che raccontava come "un gruppo di uomini, travestiti, fosse salito a bordo delle navi che trasportavano il tè e, secondo quanto riportato, avesse gettato tutto in mare".
Al di là dei suoi contenuti specifici, questo numero è un esempio importante del ruolo dei giornali nel plasmare l’America rivoluzionaria. Raccogliendo, ripubblicando e diffondendo articoli britannici, *The Massachusetts Spy* permise ai lettori delle colonie di tenere d’occhio le posizioni ufficiali di Londra e di valutare le possibili conseguenze della resistenza. Il giornale fungeva da fonte di notizie locali e anche da strumento fondamentale per l'informazione politica.
Fondato il 17 luglio 1770 da Isaiah Thomas e Zechariah Fowle, il *Massachusetts Spy* si affermò ben presto come uno dei giornali più influenti dell’epoca rivoluzionaria. Sebbene all’inizio si dichiarasse “aperto a tutti i partiti, ma non influenzato da nessuno”, il giornale si allineò sempre più alla causa dei Patrioti e finì per essere strettamente legato alle attività dei Figli della Libertà. Il governatore Thomas Hutchinson tentò addirittura di processare Isaiah Thomas nel 1771 per la sua fedeltà alla causa dei patrioti. Alla fine, il tipografo è scappato da Boston per evitare l'arresto, trasferendo la sua tipografia a Worcester. La sua prima pubblicazione a Worcester risale al 3 maggio 1775, quando pubblicò il suo resoconto da testimone oculare delle battaglie di Lexington e Concord, spesso considerato il primo esempio di cronaca di guerra americana. Thomas divenne uno dei più importanti tipografi ed editori degli Stati Uniti e, nel 1812, fondò l'American Antiquarian Society.
CONDIZIONE:
Condizioni quasi perfette. "Postfazione a *The Massachusetts Spy, or Thomas’s Boston Journal*." [Boston]: 5 maggio 1774. 4to. Qualche piccola macchia sparsa e alcuni piccoli buchi. Leggere pieghe, dovute alla conservazione nel tempo. Piccoli strappi ai margini, ora riparati. 2 pp. Dimensioni: 15 3/8” di altezza x 9 ¼” di larghezza.
Incorniciata secondo gli standard archivistici in una cornice in legno nera e dorata realizzata su misura, con passe-partout privi di acidi e vetro anti-UV. Dimensioni con cornice: 24" di altezza x 18 1/2" di larghezza x 1 1/4" di profondità.
Accompagnato dalla lettera di autenticità della nostra azienda.