Jacques Bergé
"David King" - Terracotta o argilla cotta con resti policromi
Datato 1736
14,5" H. x 5,5" L. x 4,5" D.
Una rara ed eccezionalmente raffinata scultura in terracotta di *Kid David*, firmata e datata *Jacques Bergé fecit 1736*. Eseguita in terracotta rossa, l'opera è una testimonianza della raffinatezza devozionale e scultorea dell'arte religiosa fiamminga della metà del XVIII secolo, incarnando la precisione tecnica e la gravitas spirituale caratteristiche dell'opera di Bergé.
La figura è presentata a tutto tondo, in piedi in contrapposizione con il peso appoggiato delicatamente sulla gamba sinistra, la destra leggermente avanzata e a piedi nudi, rafforzando la sacra umiltà spesso attribuita al monarca biblico. Il volto del re è scolpito con straordinario acume psicologico: la fronte aggrottata e le labbra divaricate conferiscono una tensione oratoria al volto rivolto verso l'alto, come se fosse in comunione divina o in estasi musicale. I suoi occhi a mandorla guardano al cielo con intensità, mentre la barba biforcuta, le labbra divaricate e gli zigomi alti trasmettono una fusione di saggezza antica e rivelazione ispirata.
Il panneggio della figura è magistralmente articolato, avvolgendo la forma in pieghe profonde e gonfie che scendono lungo il busto e le gambe con un senso di peso e ritmo che ricorda la tradizione accademica francese. La veste è chiusa sulle spalle e legata al petto da un massiccio medaglione circolare o ornamento pettorale, una probabile allusione al pettorale del giudizio indossato dai sommi sacerdoti ebraici, che rafforza la doppia identità di David come re e profeta. Una pesante catena passa sopra la spalla e lungo la schiena, scolpita in maglie ritmiche, suggerendo una regalia reale o forse facendo riferimento alle allusioni bibliche alla schiavitù e alla liberazione.
Nella mano destra, David impugna una lira di ispirazione classica - un attributo caratteristico della sua iconografia - i cui bracci scorrevoli e la tavola armonica angolata sono resi con elegante linearità. Lo strumento, sebbene appoggiato a terra, è integrato formalmente e simbolicamente nella narrazione della figura, invocando la paternità di David dei Salmi e il suo favore divino come re musicista. La sua mano sinistra, disegnata modestamente sul petto, potrebbe rappresentare un momento di introspezione o la pausa espressiva prima di una canzone, una potente metafora della preghiera in forma musicale. I piedi nudi e le dita visibili, squisitamente modellate, sottolineano l'umanità della figura e la sua vicinanza al divino attraverso la sofferenza terrena.
La firma *J. Bergé fecit 1736* è incisa sotto la base, a conferma della paternità di Jacques Bergé (1696-1756), uno scultore di origine fiamminga la cui traiettoria artistica attraversò Parigi e i Paesi Bassi meridionali. Formatosi sotto la guida dell'eminente accademico francese Nicolas Coustou, Bergé assorbì la modellazione espressiva e la finezza anatomica del barocco francese, ma le sue opere mature riflettono una spiccata sensibilità nordica: terrosa, emotiva e spesso soffusa di peso teologico.
Dopo la sua formazione parigina, Bergé si stabilì a Lovanio e nei Paesi Bassi austriaci, dove ricevette importanti incarichi ecclesiastici. Tra le sue opere più significative ci sono le monumentali sculture in legno di *Aaron* e *Melchizedek* create per il trono dell'abate dell'Abbazia di Park a Heverlee, figure che condividono con questo David in terracotta una profonda dignità e un senso teatrale di immobilità fisica. Le opere di Bergé, anche se oggi sono rare, sono conservate in diverse collezioni belghe e alcune terrecotte sono conservate nei musei dell'Europa continentale, come la coppia *Kid David* e *Bathsheba* conservata all'Accademia Carrara di Bergamo.
Questa scultura potrebbe aver funzionato sia come bozzetto preparatorio per una commissione ecclesiastica più ampia, sia come oggetto devozionale completamente autonomo destinato alla venerazione privata. La superficie sopravvissuta, che reca tracce di policromia e una patina calda e consumata dagli agenti atmosferici, indica la sua presentazione originaria in un contesto sacro interno. La presenza di fori per i tasselli e il piano posteriore piatto suggeriscono che potrebbe essere stato progettato per una nicchia o un ambiente architettonico, forse come parte di un ciclo più ampio di patriarchi dell'Antico Testamento.
La scelta di David come soggetto è significativa: egli incarna la regalità santificata dal favore divino, la penitenza abbinata al trionfo e l'ispirazione artistica come forma di preghiera. Nell'Europa cattolica, in particolare nelle Fiandre della Controriforma, l'immagine di David avrebbe risuonato profondamente con gli ideali di monarchia allineati alla fede e con l'enfasi liturgica sulla musica come arte sacra.
Per questo motivo, questa figura in terracotta del *Re David* di Jacques Bergé non rappresenta semplicemente un'immagine devozionale, ma una dichiarazione profondamente intellettuale, spirituale e artistica, che unisce le tradizioni poetiche e profetiche dell'Antico Testamento con la modellazione sensuale e l'introspezione teatrale dell'espressione scultorea francese e fiamminga del XVIII secolo. Si tratta di uno dei rari esempi sopravvissuti di opere di Bergé in scala ridotta, che racchiude la sua importanza all'interno del canone della scultura religiosa della prima età moderna nei Paesi Bassi.