Specchio da parete modulare "Groove Bronze Median" di GTG Design Couture
Dimensioni: P 4 x L 215 x A 185 cm.
Materiali: legno di okoumé, acciaio inossidabile e specchio.
Disponibile in due diverse misure e con diverse opzioni di finitura. Disponibile anche nella versione bifacciale. Le dimensioni e i prezzi possono variare. Contattateci.
GROOVE è pensato come uno studio sul ritmo, sulla modularità e sulla ripetizione misurata. Ispirandosi al linguaggio rigoroso del minimalismo, la composizione riduce la forma alla sua geometria essenziale, dove la struttura diventa espressione e la riflessione si trasforma in un campo visivo in continua evoluzione.
Una sequenza di moduli piccoli e grandi è articolata da eleganti barre d'acciaio, creando una cadenza architettonica precisa. Questa ripetizione calibrata frammenta la superficie a specchio, creando un gioco controllato di luce, movimento e profondità spaziale. La riflessione non è più statica, ma viene sottilmente riconfigurata attraverso una struttura seriale.
Progettata pensando all’adattabilità spaziale, l’opera può essere utilizzata sia come composizione a parete che come installazione sospesa. In entrambe le configurazioni, funziona come un elemento scultoreo, definendo le soglie, articolando i volumi e dando vita all’architettura circostante.
Più che uno specchio, è un’esplorazione della struttura, della continuità e della trasformazione percettiva, un’opera in cui la sobrietà minimalista si fonde con la presenza architettonica.
Mi chiamo Giovanni Tommaso Garattoni, sono un architetto e designer italiano. Dal 1984 porto avanti un percorso di ricerca indipendente che esplora i mobili e gli oggetti domestici non come semplici manufatti funzionali, ma come veicoli di immaginazione, memoria e narrazione.
Nata al di fuori delle narrazioni dominanti del design del suo tempo, questa ricerca è stata influenzata dalla letteratura fantastica del XIX secolo, dalla decadenza europea, dal Futurismo, dalla cultura della velocità e dall’atmosfera della cultura post-punk e new wave. Fin dall’inizio mi ha interessato creare oggetti in grado di essere allo stesso tempo mobili, sculture e finzione in cui vivere.
Nel 1986 ero uno dei quattro architetti fondatori del Movimento Bolidista, portando nel gruppo un percorso di ricerca che era già iniziato diversi anni prima e che avrebbe continuato a evolversi in modo autonomo nei decenni successivi.
Oltre a questa attività di ricerca autonoma, ho sviluppato una solida esperienza professionale nel campo dell’Industrial Design, acquisendo una profonda conoscenza dei materiali, dei processi produttivi e dei sistemi costruttivi. Anziché presentarsi come attività separate, queste esperienze si sono influenzate a vicenda in modo continuo, permettendo alle idee speculative e alle visioni narrative di confrontarsi con la realtà della creazione e della materialità.
Nel corso di oltre quattro decenni, questa ricerca costante ha dato vita a un vasto archivio di mobili, specchi, sculture abitabili, disegni e progetti mai realizzati. Molti di questi lavori sono rimasti sulla carta o allo stadio di prototipo, formando un corpus di ricerca sviluppato in gran parte al di fuori dei ritmi e delle aspettative del mercato.
Oggi questo archivio viene progressivamente riattivato, mettendo in dialogo i progetti storici con le nuove opere e mettendo in luce la continuità di una ricerca portata avanti da oltre quarant’anni.
Le collezioni Atelier ripropongono progetti storici selezionati insieme a opere contemporanee che nascono dallo stesso filone di ricerca. "Mirrors of Perception" approfondisce questa ricerca attraverso un'esplorazione contemporanea dello specchio come mezzo percettivo, scultoreo e narrativo.
Il mio lavoro si colloca all’incrocio tra il design da collezione, la scultura e l’architettura d’interni. Attraverso epoche, materiali e dimensioni diverse, la domanda centrale è rimasta sempre la stessa: come può un oggetto trasformare lo spazio domestico in un luogo dell’immaginazione?