Specchio da parete scultoreo Strato Quadro rosso e giallo di GTG Design Couture
Edizione speciale di 11 pezzi + 1 AP
Dimensioni: P 4 x L 210 x A 170 cm.
Materiali: acciaio inossidabile, specchio, MDF e vetro.
Disponibile in due diverse misure e in diverse varianti di colore. Le dimensioni e i prezzi possono variare. Contattateci.
STRATOS è uno specchio da parete contemporaneo che trasmette un discreto richiamo retrò, traendo una sottile ispirazione dalla cultura visiva ottimista degli anni ’50 americani. La composizione abbina una superficie riflettente centrale a due piani di vetro dalla forma libera, disposti a distanze calibrate per creare un effetto spaziale a strati.
Questi pannelli cromatici creano un'interferenza cromatica controllata su tutta la superficie dello specchio, generando riflessi dai toni cangianti e una sensazione di sospensione. Gli elementi sembrano librarsi all’interno del campo di riflessione, creando una silenziosa tensione tra superficie e profondità.
Piuttosto che riprodurre la nostalgia, STRATOS reinterpreta la purezza dello stile della metà del secolo attraverso una visione contemporanea. Funziona sia come dispositivo riflettente che come composizione spaziale, in cui sovrapposizioni cromatiche, separazione dimensionale e geometria rigorosa convergono in una presenza scultorea.
Grazie a questo equilibrio tra richiami retrò e sobrietà moderna, STRATOS diventa una reinterpretazione contemporanea dell’ottimismo del XX secolo: strutturato, luminoso e dall’equilibrio architettonico.
Mi chiamo Giovanni Tommaso Garattoni, sono un architetto e designer italiano. Dal 1984 porto avanti un percorso di ricerca indipendente che esplora i mobili e gli oggetti domestici non come semplici manufatti funzionali, ma come veicoli di immaginazione, memoria e narrazione.
Nata al di fuori delle narrazioni dominanti del design del suo tempo, questa ricerca è stata influenzata dalla letteratura fantastica del XIX secolo, dalla decadenza europea, dal Futurismo, dalla cultura della velocità e dall’atmosfera della cultura post-punk e new wave. Fin dall’inizio mi ha interessato creare oggetti in grado di essere allo stesso tempo mobili, sculture e finzione in cui vivere.
Nel 1986 ero uno dei quattro architetti fondatori del Movimento Bolidista, portando nel gruppo un percorso di ricerca che era già iniziato diversi anni prima e che avrebbe continuato a evolversi in modo autonomo nei decenni successivi.
Oltre a questa attività di ricerca autonoma, ho sviluppato una solida esperienza professionale nel campo dell’Industrial Design, acquisendo una profonda conoscenza dei materiali, dei processi produttivi e dei sistemi costruttivi. Anziché presentarsi come attività separate, queste esperienze si sono influenzate a vicenda in modo continuo, permettendo alle idee speculative e alle visioni narrative di confrontarsi con la realtà della creazione e della materialità.
Nel corso di oltre quattro decenni, questa ricerca costante ha dato vita a un vasto archivio di mobili, specchi, sculture abitabili, disegni e progetti mai realizzati. Molti di questi lavori sono rimasti sulla carta o allo stadio di prototipo, formando un corpus di ricerca sviluppato in gran parte al di fuori dei ritmi e delle aspettative del mercato.
Oggi questo archivio viene progressivamente riattivato, mettendo in dialogo i progetti storici con le nuove opere e mettendo in luce la continuità di una ricerca portata avanti da oltre quarant’anni.
Le collezioni Atelier ripropongono progetti storici selezionati insieme a opere contemporanee che nascono dallo stesso filone di ricerca. "Mirrors of Perception" approfondisce questa ricerca attraverso un'esplorazione contemporanea dello specchio come mezzo percettivo, scultoreo e narrativo.
Il mio lavoro si colloca all’incrocio tra il design da collezione, la scultura e l’architettura d’interni. Attraverso epoche, materiali e dimensioni diverse, la domanda centrale è rimasta sempre la stessa: come può un oggetto trasformare lo spazio domestico in un luogo dell’immaginazione?