André Kertész (1894 - 1985) era un fotografo di origini ungheresi, famoso per i suoi contributi pionieristici sia al fotogiornalismo che alla fotografia come forma d'arte.
La famiglia si aspettava che Kertész seguisse le orme del padre come agente di borsa, ma la sua carriera nel settore bancario subì una battuta d’arresto quando, nel 1914, all’età di 20 anni, fu arruolato nell’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale.
Dopo essersi appassionato alla fotografia all’età di 18 anni, quando comprò la sua prima macchina fotografica, Kertész ha immortalato sia la sua vita in guerra che il periodo di convalescenza, quando una ferita da proiettile lo costrinse a lasciare il servizio militare.
Kertész si è trasferito a Parigi per studiare fotografia e ha iniziato a fotografare ciò che lo circondava in Francia. In poco tempo ha iniziato a esporre le sue opere e a farsi notare per la sua estetica attenta e delicata. Le sue immagini rasentavano il Formalist, con la loro illuminazione e composizione impeccabili.
Nel 1936, mentre il partito nazista diventava sempre più potente in Europa e la minaccia di guerra si faceva sempre più incombente, Kertész e sua moglie Elizabeth decisero di lasciare l’Europa per trasferirsi a New York. Negli Stati Uniti, Kertész iniziò a dedicarsi alla fotografia commerciale, concentrandosi su architettura e interni, per riviste come Vogue, House & Garden e Harper's Bazaar, fino a quando non fu assunto da Condé Nast.
Dopo essersi ritirato dal mondo della fotografia commerciale nei primi anni ’60, Kertész ha iniziato a fotografare ciò che lo circondava, proprio come agli esordi della sua carriera fotografica. Le opere realizzate in questo periodo fino alla sua morte, avvenuta nel 1985, sono molto ambite dai collezionisti e apprezzate dalla critica. Kertész mette in mostra la sua visione, affinata in decenni di pratica e perfezionamento, che si traduce in immagini scattate con cura, caratterizzate da composizioni straordinariamente semplici ed eleganti.
Questa iconica fotografia in bianco e nero è un classico esempio dell'opera di Kertész e una delle sue immagini più riconoscibili. L'opera raffigura un tulipano in un lungo vaso di vetro, che pende verso il basso fino a toccare il tavolo su cui è appoggiato. Kertész ha distorto la sezione con lo stelo e il vaso, allungandola e conferendole una maggiore consistenza.
Al centro dell’immagine c’è la tensione tra il vaso deformato e il tulipano e l’ombra, resi in modo fotorealistico. Lo sfondo semplice e l’illuminazione drammatica di Kertész isolano il fiore dalla realtà quotidiana, conferendo all’opera un carattere decisamente surreale che ricorda Salvador Dalí e Giorgio De Chirico.
Kertész ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, tra cui una borsa di studio Guggenheim, l’ammissione alla Legione d’Onore francese e il primo Master of Photography Award assegnato dall’International Centre of Photography. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, tra cui importanti mostre personali al Museum of Modern Art (New York), La Bibliothèque Nationale (Parigi), l’Art Institute di Chicago e la National Gallery of Art (Washington, D.C.), solo per citarne alcuni.
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"Tulipano malinconico, New York"
Stati Uniti, 1939
Stampa alla gelatina d'argento; stampata intorno al 1970
Firmato, intitolato e con dedica a matita sul retro
10" di larghezza, 8" di altezza (foglio)
19,25" di larghezza, 16" di altezza (con cornice)
Ottime condizioni
Provenienza: dall’artista a un collezionista privato