JOAN MIRÓ (1893-1983) - "L'OISEAU DU FORGERON
Acquaforte e acquatinta a colori con stampa in rilievo su carta Arches ⚜ Firmato e numerato a mano ⚜ Cornice di conservazione personalizzata
UN DIALOGO POETICO TRA LA MATERIA INDUSTRIALE E LA VITA DEGLI UCCELLI
"L'Oiseau du Forgeron", o "L'uccello del fabbro", è un'acquaforte e acquatinta con sbalzo di Joan Miró del 1963, firmata a mano a matita in basso a destra e numerata 48 dall'edizione limitata di 75 esemplari. L'opera appartiene alla celebre serie Forgeron di Miró, in cui l'artista utilizzava la morsicatura aggressiva delle lastre e la sbavatura fisica della carta per evocare il mondo della fucina del fabbro direttamente sul foglio stampato. Stampata a colori su carta Arches pesante con filigrana presente, l'impressione è stata pubblicata da Maeght Éditeur, Parigi, il principale editore di stampe della carriera matura di Miró, ed è documentata in Jacques Dupin's Miró Engraver, Vol. II: 1961-1973 (Daniel Lelong Éditeur, Parigi, 1989) come lastra 363.
La composizione è costruita intorno a un'audace accoppiata visiva. Al centro si trova una pesante forma geometrica grigia, resa attraverso l'effetto combinato dell'acquaforte, dell'acquatinta e del debossing, quest'ultimo che preme i contorni della lastra profondamente incisa fisicamente nella carta per creare un rilievo tattile e scultoreo che imita il ferro industriale forgiato. La forma è perforata da una costellazione di piccoli cerchi che fungono da fori per i rivetti ed è orlata dalle tacche irregolari di un utensile da fabbro. Sotto e intorno ad essa, un luminoso campo biomorfico giallo si presenta come una luna, una fiamma della forgia o un corpo celeste, sospendendo la pesante forma in una nebbia di luce. In alto, una delicata ragnatela di sottili linee incise svolazza verso l'alto in direzione di una piccola stella inscritta, suggerendo un uccello in volo, reso con il tratto fluido e quasi calligrafico che divenne una firma del vocabolario grafico maturo di Miró. In alto a destra, un tenue sole arancione all'acquatinta, uno dei motivi simbolici più duraturi di Miró, risplende tranquillamente sopra il percorso dell'uccello.
L'immagine incarna uno dei binomi tematici più duraturi di Miró: la materia pesante e lo spirito ascendente, il terreno e il celeste, l'oggetto fatto e la creatura vivente. Il dominio del fabbro è evocato dalla forma densa e rivettata al centro, mentre la leggerezza dell'uccello, del sole e della stella in alto portano il vocabolario simbolico, l'immaginazione, la libertà e l'ordine cosmico, che ricorre in tutta l'opera di Miró. Le opere di Forgeron sono considerate tra le più poeticamente risolte delle esplorazioni di Miró del mezzo calcografico, apprezzate dai collezionisti per la loro distintiva presenza materiale e per il rilievo scultoreo che il debossing conferisce alla superficie stampata. Presentata in una cornice personalizzata in legno nero e dorato con una generosa stuoia di lino bianco e un raffinato filetto d'oro che borda l'apertura della stuoia, quest'opera si adatta bene a un raffinato interno modernista, a uno studio di un collezionista dedicato alle stampe dei maestri del XX secolo, a una parete di una galleria contemporanea o a qualsiasi spazio che tragga beneficio dalla tranquilla gravità visiva, dalla raffinata materialità e dall'inconfondibile firma di un importante artista moderno che lavora all'apice delle sue capacità grafiche.
PERCHÉ RACCOGLIERE QUESTO LAVORO?
Serie Forgeron - Dalla celebre serie Blacksmith di Miró, apprezzata dai collezionisti per la sua superficie calcografica tattile e scultorea.
Intaglio sbalzato - Combina l'acquaforte, l'acquatinta e la sbalzatura fisica della carta, producendo il rilievo tattile e scultoreo che caratterizza la serie Forgeron.
✓ Catalogo ragionato documentato - Firmato a mano a matita dall'artista, numerato 48/75, ed elencato in Jacques Dupin, Miró Engraver, Vol. II: 1961-1973 (Daniel Lelong Éditeur, Parigi, 1989) come lastra D. A. 363
✓ Maeght Éditeur Provenienza - Pubblicato da Maeght Éditeur, Parigi, l'editore di lunga data di Miró e il principale partner di stampa della sua carriera.
Cornice da conservazione personalizzata - Cornice in legno nero e dorato con tappetino in lino bianco e filetto d'oro che borda l'apertura del tappetino, pronta per essere esposta.
DETTAGLI DELL'OPERA D'ARTE:
Titolo: L'Oiseau du Forgeron (L'uccello del fabbro)
Serie: Serie Forgeron (Fabbro)
▸ Artista: Joan Miró (1893-1983)
Medio: Acquaforte e acquatinta a colori con stampa in rilievo su carta Arches Wove
Anno di creazione: 1963
▸ Firma: Firmato a mano in basso a destra a matita
Edizione: 48/75
▸ Editore: Maeght Éditeur, Parigi
Documentazione: Jacques Dupin, incisore di Mirò, Vol. II: 1961-1973 (Daniel Lelong Éditeur, Paris, 1989), no. D. 363
Provenienza: Collection'S privata
▸ Paese di origine: Francia
▸ Dimensioni:
- ◼︎ Dimensioni del piatto: 18,5 x 15 pollici
- ◼︎ Formato carta: 25,75 x 19,75 pollici
- ◻︎ Dimensioni della cornice: 33,375 x 28,5 x 1,25 pollici
Condit: Eccellente, con lievi segni dell'età tipici di questo tipo di opere.
Incorniciatura: Cornice personalizzata in Wood Wood e dorata con tappetino in lino bianco e filetto d'oro, qualità di conservazione, pronta per l'esposizione
L'ARTISTA:
Joan Miró i Ferrà (1893-1983) è stato un pittore, scultore, ceramista e stampatore catalano, nonché una delle figure più influenti dell'arte moderna del XX secolo. Nato a Barcellona e cresciuto tra la città e la fattoria di famiglia a Mont-roig del Camp, nel sud della Catalogna, Miró si formò alla Escola de la Llotja e alla Escola d'Art de Francesc Galí prima di trasferirsi a Parigi nel 1920, dove entrò nell'orbita dell'avanguardia e divenne rapidamente una figura centrale del nascente movimento surrealista. Le sue prime amicizie e gli scambi con Pablo Picasso, André Masson, Max Ernst, Jean Arp e il teorico surrealista André Breton hanno contribuito a plasmare il suo radicale allontanamento dalla rappresentazione verso un vocabolario intensamente personale di forme biomorfe, stelle, uccelli, donne e segni celestiali.
A partire dalla fine degli anni '40, Miró dedicò un'attenzione sempre maggiore alla stampa, iniziando una collaborazione determinante con il maestro litografo Fernand Mourlot Paris e, nel campo della calcografia, con la famiglia di editori Maeght guidata da Aimé Maeght e con gli stampatori dell'Atelier Lacourière e dei laboratori Maeght/Morsang. Lavorando a fianco del tipografo catalano Joan Barbarà, è stato il pioniere di una notevole serie di acqueforti, acquetinte e stampe al carborundum, spesso incorporando materiali e processi non tradizionali, tra cui la morsicatura aggressiva della lastra, la goffratura e la sbavatura per produrre effetti di rilievo scultoreo sulla superficie stampata. Questi esperimenti hanno prodotto opere dalla presenza materica e dalla profondità tattile distintive, tra cui la celebre serie Forgeron (Fabbro), le stampe Oiseau Solaire e Oiseau Lunaire e la grande suite Barcelona. Nel 1954 ricevette il Gran Premio per l'Opera Grafica alla Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione come uno dei grandi stampatori dell'era moderna. Il suo lavoro viene spesso discusso insieme a quello di Wassily Kandinsky, Paul Klee e Marc Chagall per la sua astrazione lirica e la sua stretta amicizia con Alexander Calder e il gallerista Pierre Matisse contribuì a garantirgli un'accoglienza duratura negli Stati Uniti, dove il suo vocabolario di segni influenzò profondamente la successiva generazione di pittori americani, tra cui Mark Rothko, Arshile Gorky, Robert Motherwell e Adolph Gottlieb.
Le opere di Miró sono presenti nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art di New York, della TATE Modern di Londra, del Centre Pompidou di Parigi, del Reina Sofía di Madrid, del Guggenheim Museum di New York e Bilbao e della Fundació Joan Miró di Barcellona, fondata dall'artista stesso nel 1975 insieme all'architetto Josep Lluís Sert. Tra le principali commissioni monumentali ci sono i murales in ceramica per l'edificio dell'UNESCO a Parigi, le Pareti del Sole e della Luna al Museo Wilhelm-Hack di Ludwigshafen e l'imponente scultura Dona i Ocell a Barcellona. Morì a Palma de Mallorca il 25 dicembre 1983, lasciando un corpus di opere il cui linguaggio visivo di colori, segni e gesti è diventato uno dei più riconoscibili dell'arte moderna e continua a essere ricercato dai collezionisti del Surrealismo, della Scuola di Parigi e dei maestri della stampa del XX secolo.