Raúl Martínez: La sfida degli anni '60 (The Challenge of the 1960s)
Questo rarissimo manifesto d'epoca promuove la mostra retrospettiva "Raúl Martínez: El desafío de los sesenta", tenutasi al Palacio de Bellas Artes dell'Avana, a Cuba, da dicembre 1995 a gennaio 1996. Si è trattato di un’importante mostra museale incentrata sulle opere fondamentali di Martinez degli anni ’60, inaugurata in quello che si è rivelato essere l’ultimo anno della sua vita. La mostra si è tenuta al Palacio de Bellas Artes (Trocadero, tra Zulueta e Monserrate, Habana Vieja).
L'opera raffigurata è *Salomón* (1964), un'opera a olio e collage della sua serie *Homenajes*, di proprietà della Colección Dalia García Barbán.
Questo poster è davvero introvabile. Dato che è stato stampato a Cuba a metà degli anni ’90 (durante la crisi economica del “Periodo Speciale”), le scorte di carta erano limitate e le tirature erano molto circoscritte a livello locale. Inoltre, i documenti effimeri originali stampati su carta a Cuba in quel periodo hanno un tasso di sopravvivenza notoriamente basso. Il clima tropicale intenso e umido di Cuba, le scarse strutture di conservazione nelle abitazioni e i danni causati dagli insetti hanno fatto sì che pochissime copie siano sopravvissute intatte al di fuori degli archivi ufficiali.
Maggiori informazioni. Raúl Martínez (1927-1995)
Nato nel 1927 a Ciego de Avila, Cuba.
È morto nel 1995 all’Avana.
pittore, grafico e fotografo cubano di spicco. È famoso soprattutto per i suoi ritratti vivaci e colorati in stile Pop Art di figure rivoluzionarie come José Martí e Camilo Cienfuegos. Il suo lavoro ha plasmato la cultura visiva della Cuba del dopoguerra, a partire dal 1959.
Raúl Martínez è stato il principale artista cubano dopo la rivoluzione del 1959. Figlio di un operaio di uno zuccherificio e di un’insegnante, Martínez si trasferì all’Avana nel 1940, dove iniziò la sua formazione artistica all’Accademia di San Alejandro. Incoraggiato dall’artista astratto Sandu Darie e dopo aver letto *Vision in Motion* del professore del Bauhaus László Moholy-Nagy, Martínez si iscrisse al Chicago Design Institute, dove le sue tele presero una svolta espressionista astratta. Nel 1953, tornato a Cuba, entrò a far parte del gruppo Los Once, con cui espose fino al 1956. Oltre ad affermarsi nell’avanguardia dell’Avana, Martínez ha lavorato anche come grafico freelance per riviste e case editrici. Tra il 1960 e il 1961 è stato nominato direttore artistico della rivista culturale *Lunes de Revolución*, e negli anni successivi ha anche partecipato alla fondazione dell’Istituto Cubano del Cinema (ICAIC) e dell’Istituto Cubano del Libro.
Il dipinto di grandi dimensioni *Listen America*, del 1967 circa, è emblematico di un brusco cambiamento stilistico nell’opera di Raúl Martínez. Dopo aver deciso di prendersi una pausa dalla pittura nel 1966, si è dedicato alla grafica, un mezzo che considerava più rilevante dal punto di vista sociale. Dopo aver osservato l'impatto visivo dei murales e dei graffiti che erano spuntati in tutta l'isola per celebrare la rivoluzione, nel 1967 tornò a dipingere, rinunciando all'astrazione a favore di un linguaggio estetico più diretto. Insieme ai dipinti degli eroi rivoluzionari Che Guevara e Camilo Cienfuegos, “Listen America” è stata una delle prime opere figurative di Martínez che ha cercato di catturare il fervore rivoluzionario popolare. Pur mantenendo un legame con l’astrazione modernista, evidente nell’uso della ripetizione all’interno di una struttura a griglia, la sua rappresentazione del leader cubano Fidel Castro in uno stile pittorico naïf ha reso l’opera comprensibile e l’ha collegata alla tradizione popolare locale. Immortalato durante uno dei suoi discorsi memorabili, il Fidel di Martínez saluta l’America, trasmettendo il messaggio rivoluzionario di Cuba.