"Testa muliebre" è una bellissima acquaforte e bulino in bianco e nero su carta, realizzata dall'artista Giovanni Brunetti da Ravenna, dopo Bernardino Nocchi, come riportano le iscrizioni sulle lastre ai margini inferiori "Bernardino Nocchi delineò/ Gio. Brunetti incide la Roma".
Questa stampa originale è numerata sulla lastra in numeri romani sul margine superiore: "Tom II. /Tav. XIII" ed è una lastra della serie "Illustrazioni de'Monumenti scelti Borghesiani già esistenti nella Villa sul Pincio (..)date ora per la prima volta in luce dal cav. Gio. Gherardo De Rossi e da Stefano Piale sotto la guida di Vincenzo Feoli", di Ennio Quirino Visconti, pubblicato dalla Stamperia de Romanis a Roma, 1821.
Titolo originale: Testa muliebre maggiore del naturale di bizzarra acconciatura creduta di Berenice Regina d'Egitto
Titolo tradotto: Una testa di donna più grande di quella naturale con una bizzarra acconciatura che si ritiene essere quella di Berenice, regina d'Egitto
Questa stampa originale di un maestro antico mostra un bellissimo pezzo della collezione Borghese rappresentato in stile neoclassico con uno stile bizzarro.
In ottime condizioni, con alcuni leggeri segni del tempo, come alcune sporadiche macchie minori lungo i margini inferiori, qualche assottigliamento della carta sul margine sinistro, un consueto e impercettibile ingiallimento della carta sui margini, questa meravigliosa incisione ha conservato ancora oggi la sua bellezza e la sua fresca impressione.
Illustrazioni de' Monumenti scelti Borghesiani
Questa raccolta in due volumi è un catalogo splendidamente dettagliato delle sculture classiche raccolte dal Principe Borghese (1730-1800) nella sua Villa sul Pincio. Ennio Quirino Visconti (1751 - 1818) ha scritto i testi che accompagnano i grandi rami raffiguranti. A questi scritti, che erano a disposizione del figlio dell'illustre archeologo, gli editori aggiunsero solo alcune illustrazioni relative a qualche monumento minore di cui era già stato inciso il rame.
I frontespizi incisi sono firmati da disegnatori come Agostino Tofanelli, Stefano Tofanelli, Bernardino Nocchi, Domenico de Angelis o Teodoro Matteini, e dagli incisori Pietro Fontana Veneto, P. Vitali, Pietro Bettelini, Giovanni Folo Veneto, Giovanni Brunetti da Ravenna, Giovanni Ottaviani, Francesco Cecchini, Gio. Batta. Leonetti, Girolamo Carattoni, Domenico Cunego, Luigi Cunego, Alessandro Mochetti, Luigi Pizzi, Angelo Campanella o Giacomo Bossi.
Il primo volume mostra statue antiche a figura intera, del guerriero Borghese di Agasia (due tavole), divinità ed eroi greci e personaggi storici romani famosi; le ultime due tavole rappresentano antiche divinità egizie. Ci sono tavole che rappresentano antichi bassorilievi, sarcofagi, di soggetti mitologici, il Vaso Borghese, busti ritratto, un vaso su un altare, due statue di Amor; e due statue moderne, opera del Bernini (l'Apollo e Dafne e il David).
"Très bel ouvrage" scrive Brunet, "Grand ouvrage, le seul qui mérite, parmi ceux sur la villa Borgese, de figurer dans le chapitre aux Galeries et Collections" disse Vinet, guardando questo piatto.
Bernardino Nocchi (Lucca, 1741 - Roma, 1812)
Bernardino Nocchi si trasferì a Roma nel 1769 con il collega Stefano Tofanelli, entrando nella scuola di Niccolò Lapiccola dove sviluppò uno stile barocco con suggestioni neoclassiche.
Bernardino Nocchi fu notato da Papa Pio VI, che nel 1780 gli affidò la pittura dei Sacri Palazzi Apostolici e poi nel 1785 la Sala delle Stampe della Vatican Library. Ma lavora anche fuori dalla capitale, a Gubbio dove nel 1797 realizza il transito di San Giuseppe nella Chiesa di San Secondo, a Spoleto, a Lucca e a Catania. Tornato a Roma, Nocchi dipinse alcuni dei suoi quadri migliori: Il principe Camillo Borghese nel 1799, L'apoteosi di Santa Prudenziana, San Novato e San Timoteo nel 1803 e Pio VII nel 1807.